Solo due ore

Sono passati cinque minuti di cammino tranquillo e luminoso, con solo un po’ d’ansia per quello che arriverà.

Dopo i primi cinque minuti sento solo il suono del silenzio e non ci sono Simon & Garfunkel in sottofondo. C’è paura, inizia il buio del tunnel e la salita.

I rumori sono inquietanti, provo a comprenderli ma non riesco. 10 minuti -110.

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Ho visto

Siamo la futura classe dirigente italiana.

Quante volte lo avrete sentito dire ai nostri professori? Siamo coloro che un domani guideranno questo paese, che anche senza entrare direttamente in politica giocheranno un ruolo fondamentale nelle sue alte sfere. Un pensiero un po’ strano con cui confrontarsi? Forse, ma senza dubbio vero a suo modo.

Il 30 gennaio di quest’anno, quest’idea a cui bene o male mi sono abituata dopo qualche anno di liceo Leonardo è stata accompagnata per la prima volta da un aggettivo nuovo. Sconfortante. Continua a leggere “Ho visto”

La brevità del liceo

“Il liceo, ovviamente, non è stato breve, ma io l’ho malamente, irrimediabilmente sprecato”

“Ritorna con la mente a quando sei stato fermo in un proposito, quanti pochi giorni si sono svolti così come li avevi programmati, a quando hai avuto la disponibilità di te stesso, a quando il tuo volto non ha mutato espressione, a quando il tuo animo è stato coraggioso, che cosa di positivo hai realizzato in un periodo tanto lungo, quanti hanno depredato la tua vita mentre non ti accorgevi di cosa stavi perdendo, quanto ne ha sottratto un vano dispiacere, una stupida gioia, un’avida bramosia, una piacevole discussione, quanto poco ti è rimasto del tuo: capirai che muori anzitempo” Continua a leggere “La brevità del liceo”

Punti di vista: Primo giorno di scuola

PRIMA

Finalmente il fatidico giorno è arrivato, un nuovo anno scolastico è oramai alle porte, e dopo un’estate piena di paure e timori, mi trovo finalmente davanti al cancello di quello che, se tutto andrà bene, sarà il mio liceo per ben 5 anni. L’11 settembre, intorno alle 9 e 15, noi ragazzi di prima liceo  veniamo adunati nel cortile della scuola: nell’aria si percepisce l’adrenalina e mentre attendo l’arrivo del vicepreside vedo passare intorno a me molti altri ragazzi, che ridono, scherzano e che si raccontano come sono andate le vacanze: non c’è dubbio, sono sicuramente studenti non nuovi del liceo, si vede che si trovano a loro agio, al contrario di noi primini, tutti impauriti e imbarazzati. Dopo che siamo entrati tutti, il vicepreside, il professor Pagani, ci accoglie con un breve discorso di presentazione del liceo e di saluto e, terminato questo, inizia l’operazione di smistamento delle classi; trovo vicino a me una ragazza che scopro essere anche lei della mia stessa sezione, così iniziamo a parlare e, una volta terminato l’appello, veniamo condotti in classe dalla nostra professoressa di arte. Giunti nell’aula mi colpisce subito il color verde delle pareti, per me simbolo di speranza: prendo posto tra le ultime file di banchi e inizio a osservare i miei compagni, provo anche a parlare con la mia compagna di banco e inizio a chiede loro i loro nomi, con scarso risultato: a fine giornata ricordavo un solo nome. Il primo giorno lo passiamo così a presentarci e a conoscere i professori. Appena finite le lezioni mi accorgo di non sapermi orientare: ma alla fine io e i miei compagni usciamo vittoriosi dal liceo. Appena arrivata a casa inizio a pensare alla giornata appena trascorsa: ai professori che mi sono sembrati tutti molto bravi, preparati e disponibili e attendo con ansia il giorno dopo, al fine di incontrare la mia futura professoressa di matematica; ripenso anche ai miei nuovi compagni, e per la prima volta, mi rendo conto di aver cambiato scuola e compagni, così mi sorge un velo di malinconia, ma poco dopo, penso alla fantastica nuova esperienza che vivrò nei prossimi  anni.

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Interviste ai candidati al Consiglio d’Istituto #Leoelezioni2017

Elemento importante di ogni elezione è la comprensione e il confronto delle peculiarità e delle qualità dei candidati per permettere a chi vota di compiere una scelta consapevole e ragionata, facoltà che un buon giornalismo è in grado e ha il dovere di dare. Per questo eccovi le interviste ai candidati al Consiglio di Istituto in queste Leoelezioni2017, che si compongono di cinque domande:

  1. Perché ti sei candidato?
  2. Quali sono i problemi maggiori del Liceo che vorresti risolvere?
  3. Hai già fatto esperienze in fatto di organizzazione o burocrazia scolastica?
  4. Qual è il motivo principale per cui proponi di votarti?
  5. A quale proposta della tua lista tieni di più?

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Stare bene a scuola

La scuola. Sicuramente è un luogo avverso ad alcuni e piacevole per altri, ma, è altrettanto evidente che sia il posto in cui alla nostra età passiamo la maggior parte del tempo: è il luogo non solo in cui ci rechiamo ogni mattina dal lunedì al sabato, ma anche a cui sono destinati molti dei nostri pensieri mentre siamo fuori dalle mura grigie dell’edificio, come quando siamo a casa a preparare una verifica o un’interrogazione, o, semplicemente, a studiare. Certamente la scuola non è fatta solo di questo: è anche il posto in cui in cui ci mettiamo in gioco, in cui affrontiamo nuove sfide, in cui conosciamo nuove persone, in cui facciamo nuovi amici, alcuni che dureranno solo per il tempo della scuola, mentre altri che dureranno per sempre; ma è anche il luogo in cui, in fondo, impariamo a conoscere noi stessi, e in cui ciò in cui credevamo viene messo in dubbio e rivisitato. Vista la scuola sotto questa angolazione, essa sembra avere un ruolo immenso nella nostra vita, come effettivamente è. A questo si aggiunge la complessità della sua struttura, in quanto essa costituisce un sistema di persone di età e interessi diversi che interagiscono tra di loro e che si ritrovano su quelli che sono i punti comuni: in primis, le materie scolastiche. Perché, come possiamo pretendere che un ragazzo di diciassette anni e un docente sulla cinquantina trovino interessi in comune e abbiano piacere a discutere su qualcosa? Non è impossibile, ma senza dubbio molto difficile, anche se facilitato dalle materie scolastiche, che spesso sembrano quasi l’unico ponte tra le varie generazioni: chi di noi non ha amato discutere durante un’ora di filosofia sulla teoria dell’anima di Platone, oppure portare avanti un confronto tra Dante e Petrarca con il proprio insegnante di italiano? Continua a leggere “Stare bene a scuola”

La casualità della scuola

La scuola. Spesso essa ci sembra un continuo test, un’unica grande sfida fatta di tante piccole sfide che, nel nostro caso, solitamente consistono in verifiche e interrogazioni. Vero, ma, se l’obiettivo della scuola è istruire e formare i cittadini del futuro, a cosa servono i voti? È facile pensare, a primo impatto, che essi siano il premio per i propri sforzi, la conclusione di una piccola tappa a cui ne seguiranno tante altre, e che sia una sorta di criterio per distinguere i più bravi dai meno bravi. Tuttavia, è facile che il voto assuma la forma di obiettivo unico, ciò che vogliamo ottenere, dimenticando così che lo scopo ultimo dovrebbe essere la conoscenza in sé, in quanto essa ci può portare alla felicità e alla formazione di noi stessi. Chi, tra i vari argomenti studiati nella sua vita, non ha mai pensato “Wow, questo è veramente bello, voglio saperne di più.”? Nonostante ciò, a causa di tempi stretti e stress, capita che si perda di vista il fine ultimo della scuola, e si pensi, anziché alla felicità futura, al fine istantaneo, cioè il voto, e, quindi, alla felicità immediata. Continua a leggere “La casualità della scuola”

Il consiglio d’istituto

Le elezioni dei rappresentanti di istituto all’inizio di ogni anno animano la scuola con nuove proposte, dibattiti e tanto interesse per questa carica, ma qual è davvero il ruolo di questo organo e dei nostri rappresentanti al suo interno?

Il consiglio di istituto nasce come organo di Indirizzo e Controllo, “ lo scopo è il successo formativo e la partecipazione è il mezzo”. È composto da diciannove membri, che godono di uguale potere decisionale: otto docenti, due componenti del personale ATA, quattro genitori, quattro studenti e il dirigente scolastico. Per i docenti, gli ATA e i genitori il mandato è triennale, per  gli studenti annuale.Le riunioni sono convocate  dal  presidente del consiglio eletto tra i membri o su richiesta di un terzo di questi. L’ordine del giorno è stabilito a priori e ciascun membro della comunità scolastica può richiedere che vengano discussi i suoi argomenti, entro dieci giorni dalla data prefissata.

Il consiglio affronta annualmente questioni come: l’approvazione dei programmi annuali, l’adozione del PTOF (piano triennale dell’offerta formativa), l’adattamento del calendario scolastico, l’acquisto di nuove risorse, la programmazione di attività extra scolastiche e dei viaggi di istruzione. Le sue mansioni riguardano dunque l’impianto amministrativo della scuola, le questioni che possono interferire con l’orario scolastico vengono sottoposte anche al collegio docenti.  Oltre a queste al consiglio vengono aggiunte problematiche più vicine al quotidiano degli studenti  che possono nascere occasionalmente. Il ruolo dei nostri rappresentanti è dunque fondamentale poiché devono trasmetterci le decisioni del consiglio e renderci partecipi a nostro modo della complessa organizzazione scolastica.

di Livia Spinelli

Faccia a faccia con i candidati

Durante una qualsiasi elezione, il compito di un elettore, nel momento in cui vota, è quello di  compiere una decisione informata, ispirata da un’analisi critica di tutte le scelte messe a sua disposizione. E il compito di un buon giornale è quello di fornire a tutti gli elettori le informazioni necessari per compiere tale decisione. Ed è per questo che la redazione de “La Bohème” ha deciso di condurre quest’intervista a tutti i  candidati per Rappresentante d’Istituto.

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Alternanza scuola-lavoro: opportunità o spreco di tempo?

La riforma attuata dal governo Renzi “La Buona Scuola” prevede che ogni studente delle scuole superiori svolga, tra il terzo e il quinto anno, 200 ore di stage. In ciò consiste la cosiddetta “alternanza scuola-lavoro”. Le ore ovviamente non sono retribuite, tuttavia dovrebbero garantire agli studenti un’esperienza formativa, utile alla loro crescita individuale. Ma questo sicuramente già lo sapete. Dopo un’estenuante attesa, carica di curiosità e aspettative più o meno buone, finalmente, anche qui al Leonardo, a tutti gli studenti di terza è stato comunicato il proprio collocamento per l’alternanza scuola-lavoro.

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