L’Arte del Riso

Nell’ultima rubrica letteraria di quest’anno, nonché quella con cui da voi mi accomiato, ho deciso di parlare della letteratura umoristica, genere considerato in un certo senso minore, anche se una delle prime e più nobili funzioni delle cose poco serie è quella di gettare un’ombra di diffidenza sulle cose troppo serie, come scrive Umberto Eco, nel suo “Diario Minimo” del 1963, “scritto con la mano sinistra” che intendo proporvi in parallelo non ad un libro in particolare, bensì ad uno scrittore, forse il più noto umorista italiano contemporaneo, Stefano Benni, autore di vari romanzi, quali “Terra!” e “Spiriti”, e raccolte di racconti, come “Bar Sport”, suo esordio, nonché suo libro più noto, e “L’ultima lacrima”.

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Il Processo all’Esistenza

Nella rubrica di questo mese vi presenterò due romanzi cardine della letteratura del Novecento, ovvero “Il Processo” di Franz Kafka, uscito postumo (e incompiuto) nel 1925, e “Lo Straniero” di Albert Camus, del 1942. I due romanzi sono innanzitutto assimilabili alla letteratura esistenzialista, nata in seguito al crollo dei miti progressisti di fine ottocento, che si focalizza sull’individuo e la sua esistenza in rapporto a se stesso, agli altri ed alla realtà, vista sostanzialmente come assurda, della quale il primo è illustre precursore e il secondo uno dei maggiori rappresentanti. Continua a leggere “Il Processo all’Esistenza”

Il garbuglio postmoderno (e la fantascienza)

Che cos’è il postmoderno? Un guazzabuglio di idee, costruzioni mentali e slogan. Rappresenta la società della pubblicità e del consumismo, la cultura del citazionismo, la filosofia dello strutturalismo e della decostruzione. E, in questo garbuglio, la letteratura deve assumere nuove forme, per sopravvivere. L’uomo non si trova più solo contro la società o a se stesso, ma deve affrontare nuovi nemici, la tecnologia e la realtà stessa, che si sottrae alla possibilità di essere conosciuta. Per questo la letteratura postmoderna si fonde spesso con la fantascienza. Ed è proprio il caso dei due libri che vi voglio proporre, ovvero “Ubik” di Philip K. Dick e “Mattatoio n. 5” di Kurt Vonnegut, pubblicati nel 1969.

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Fantasie dall’Argentina

Nell’approfondimento di oggi voglio proporvi un confronto tra “Finzioni” e “Bestiario”, due raccolte di racconti rispettivamente di Jorge Luis Borges e Julio Cortazar, due dei più grandi autori sudamericani di tutti i tempi, che si avvalgono entrambi principalmente del racconto fantastico per esprimersi, seppur con esiti diversi.  Del resto, già dai titoli delle due raccolte possiamo indovinare la differenza degli esiti.

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La Regressione dell’essere umano

Do il via a questa sezione con la proposta di un confronto tra due romanzi, appunto, sinonimici, in quanto trattanti situazioni simili: “Il Signore delle mosche” di William Golding, premio Nobel per la letteratura nel 1983, e “Il condominio” di J.G. Ballard, scrittore tra i più influenti della corrente letteraria del postmodernismo. Consiglio parimenti entrambi i romanzi, avvisandovi però che quello di Ballard è in alcuni punti scurrile e presenta immagini molto forti, che shockano il lettore, ma sono a mio parere un mezzo per riuscire a comunicare fortemente l’essenza del libro.

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