PROFanazione #1

Benvenuti alla nuova rubrica PROFanazione! Qui verrete deliziati da bellissime citazioni uscite dalla bocca dei nostri cari professori. Attenzione, però: i nomi sono anagrammati, perciò sta a voi svelare l’identità degli autori di queste perle. Buon divertimento! Continua a leggere “PROFanazione #1”

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L’ultimo teorema di Fermat

“Cubem autem in duos cubos, aut quadratoquadratum in duos quadratoquadratos, et in generaliter nullam in infinitem ultra quadratum potestatem in duos eiusdem nominis fas est dividere”

Conoscerete tutti l’equazione di Pitagora e le terne pitagoriche, ovvero le soluzioni intere all’equazione: per ogni equazione x2+y2=z2 esistono infiniti valori che, sostituiti alle tre variabili, rendono l’equazione vera.

Ma cosa succede quando l’esponente delle variabili è un valore >2? Continua a leggere “L’ultimo teorema di Fermat”

Il Protagonista

Didaco si alzò pigramente dalla sua sedia preferita. Le sue palpebre iniziavano ad esprimere ormai l’inconscia volontà di chiudersi e la sua bocca si esibiva in grotteschi e pittoreschi sbadigli. Decise dunque di prendere una pausa. Con i passi incerti di un ubriaco si diresse dal suo spazio di creazione astratta, lo studio, alla cucina, luogo di creazioni ben più concrete. Con azioni meccaniche versò l’acqua fredda nella Moka in modo che essa arrivasse fino alla valvola. Fatto ciò, la sua catena di montaggio fu interrotta da un improvviso lampo nel suo cervello. Di scatto si diresse verso lo studio. Aprendo la porta, un turbine di aria gelida lo investì fragorosamente. Si avviò dunque verso la finestra e, con un gesto energico, la chiuse. Il rischio che, infatti, con il vento che fuori soffiava imperturbabile, qualche foglio della moltitudine disordinata di mucchi di scartoffie che inondava ogni anfratto dello studio volasse via, era molto alto. Sul desktop lampeggiava invece, al termine di pagine intrise di inutili parole, l’eterno nero cursore, che era rimasto immobile per gli ultimi trenta minuti, a segnalare l’inesorabile passaggio del ridente tempo. Per questo Didaco si era alzato. Nessuna ispirazione giungeva alla sua flebile mente. Aveva già ritoccato più volte l’impianto dell’opera, ma non riusciva a trovare nemmeno nei suoi più reconditi angoli della mente un modo per far fluire la storia, per rendere vero il tempo anche all’interno della sua storia. Didaco si allontanò nuovamente dallo studio alla volta della cucina.

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Discorso di un eccentrico relativista

Una volta afferrato il suo premio, non prima di aver assorbito tutti gli applausi che il pubblico gli volle concedere, nel silenzio salì i gradini del palco. I suoi passi rimbombarono nell’aria, colma di attesa. Arrivato davanti al microfono, alzò lo sguardo verso la folla. Quello che vide fu il riflesso dell’inutilità di ciò che stava per dire, stampato sui volti altezzosi di coloro che non lo avrebbero realmente ascoltato. Sentì nella tasca dei suoi pantaloni la pressione leggera, ora più che mai gravosa, del discorso che non avrebbe mai letto. Chiuse gli occhi e sospirò. Li riaprì e ruppe il silenzio.

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C’era una volta una ruspa

C’era una volta una ruspa, il cui più lontano discendente fu costruito nel 1930 da Robert Gilmour Le Tourneau. Il caro Rob non era a conoscenza dell’enorme successo che la sua creatura avrebbe acquisito nel corso del tempo, davvero non ne aveva idea. Dopo quasi un secolo di splendore nel campo edile e agrario, la ruspa moderna ed evoluta era decisa ad ampliare i propri orizzonti e a diventare un simbolo, un’immagine di speranza per gli esseri umani che necessitavano del suo intervento superiore.

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Come costruire la Morte Nera

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“E tu, giovane fanciullo, cosa vuoi fare da grande?” Siete alla fermata dell’autobus. Per la 114esima volta una vecchietta rigorosamente sconosciuta vi pone questa domanda mentre voi, con in una mano la cuffietta che vi siete tolti dall’orecchio quado siete stati attratti da poveri incoscienti nella conversazione senza fine, pensate: “Merda. Ci sono cascato ancora”. È successo a tutti. Se la vostra reazione è stata quella di rispondere “che cazzo vuoi?”, allora non siete adatti alla lettura di questo articolo. Se invece essere scortesi per voi non è abbastanza, e avete sinceramente desiderato distruggere in modo permanente e assoluto il suo pianeta di provenienza, benvenuti a: COME COSTRUIRE LA MORTE NERA – una guida scritta da Francesco Bianchi e Giacomo Cattaneo. Continua a leggere “Come costruire la Morte Nera”

Sindrome coronarica acuta

Per arrivare all’ospedale *** dalla nostra scuola bisogna prendere un tram alla fermata Palazzo di Giustizia in corso di Porta Vittoria, sedersi, e farsi un bel po’ di fermate. Poi si scende, e sulla destra si entra in un complesso ospedaliero piuttosto grande. Mio padre lavora lì, e fa il cardiologo. Si è laureato in medicina all’Università Statale di Milano nel 1992, ma è per metà egiziano, e parla l’arabo. Quando è di turno di mattina al pronto soccorso, arriva in ospedale verso le 9, e finisce attorno alle 14.

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