MUSICA: Milano fra tradizione e cantautorato

La musica milanese può annoverare grandi nomi come Jannacci, Gaber e Nanni Svampa, tre grandi cantautori che hanno in comune le radici nel mondo del cabaret, che a nel secondo dopoguerra trovò a Milano la sua diffusione in Italia.

Jannacci e Gaber collaborarono ad inizio carriera formando I due corsari, precursori del Rock demenziale con la loro Una fetta di limone. Continua a leggere “MUSICA: Milano fra tradizione e cantautorato”

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LETTERATURA: Verga, il vero ideale?

“Il cammino fatale, incessante, spesso faticoso e febbrile che segue l’umanità per raggiungere la conquista del progresso, è grandioso nel suo risultato, visto nell’insieme, da lontano.” (da La prefazione de I Malavoglia) Continua a leggere “LETTERATURA: Verga, il vero ideale?”

CUCINA: Tipo gocciole ma no

24cl di burro
12cl di zucchero bianco
24cl di zucchero di canna
12cl di bicarbonato di sodio
2 uova
5ml di estratto di vaniglia
60cl di farina 00
48cl di gocce di cioccolato

1.In un grande recipiente mischia il burro, lo zucchero bianco, quello di canna e il bicarbonato di sodio fino a quando è uniforme. Aggiungi le uova e l’estratto di vaniglia e sbatterlo fino a quando si mergono insieme e poi aggiungi gradualmente la farina, infine anche le gocce.

2.Prendi dall’impasto piccole palline di dimensioni inferiori a quelle di un cucchiaio e ponile su una teglia pulita. Cucinali per 8 a 10 minuti o fino a quando hanno un colore dorato in un forno a 190°C. Lasciali raffreddare se no ti fai male mangiandoli ingordo.

PROFanazione

Buon anno Leonardiani!

È tempo di ricominciare con PROFanazione, la spumeggiante rubrica della Bohème che riporta le migliori citazioni dei nostri prof! A voi riconoscerli, anagrammando i nomi che vi riportiamo: buon divertimento!

 

“Ecco, se io andassi a Master Chef sarei una capra, ma se Cracco mi gridasse contro perché non so usare le padelle gli direi ‘ma tu sai quanti versi ha L’Adone?’”

Bruna Nolzeia

 

“Il più grande artista dopo Vangoggo è Munco”

Elena Trillodilco

 

“Ve lo metto in mano e lo tastate”

Sauro Lamina

 

“Stai scrivendo un nuovo racconto? Il procione che si arrampica sulla cattedra dell’ultimo è rimasto nella mia memoria”

Ania Rulzonbe

 

“E cercalo il video, che è a quello che ti serve il McDonald!”

Martina Tedio

 

“Ragazzi, ho degli scompensi mentali”

Rita Ammoni

 

Anche tu hai citazioni che vorresti vedere pubblicate? Mandacele al nostro indirizzo e-mail di redazione (la.boheme.redazione@gmail.com) o scrivicele in direct sulla nostra pagina Instagram  (@la_boheme_leonardodavinci) o ancora vieni a riferircele di persona (sempre che tu sia così abile da riuscire ad anagrammare i nostri, di nomi)!

Solo due ore

Sono passati cinque minuti di cammino tranquillo e luminoso, con solo un po’ d’ansia per quello che arriverà.

Dopo i primi cinque minuti sento solo il suono del silenzio e non ci sono Simon & Garfunkel in sottofondo. C’è paura, inizia il buio del tunnel e la salita.

I rumori sono inquietanti, provo a comprenderli ma non riesco. 10 minuti -110.

Continua a leggere “Solo due ore”

Ho visto

Siamo la futura classe dirigente italiana.

Quante volte lo avrete sentito dire ai nostri professori? Siamo coloro che un domani guideranno questo paese, che anche senza entrare direttamente in politica giocheranno un ruolo fondamentale nelle sue alte sfere. Un pensiero un po’ strano con cui confrontarsi? Forse, ma senza dubbio vero a suo modo.

Il 30 gennaio di quest’anno, quest’idea a cui bene o male mi sono abituata dopo qualche anno di liceo Leonardo è stata accompagnata per la prima volta da un aggettivo nuovo. Sconfortante. Continua a leggere “Ho visto”

Non leggere

Avvertenze:

Nessun castoro è stato maltrattato, per scrivere questo articolo.

Questo testo è stato scritto sotto l’effetto di una quantità decisamente troppo elevata di “caffè”.

Stai leggendo. Ti avevo detto di non farlo. Per colpa tua il tuo computer si autodistruggerà tra 3… 2… 1… Ah… Sei fortunato… Ho rovesciato del caffè sulla tastiera e si è disinnescata la bomba presente nello schermo. Hai rischiato di morire, ma ti sei salvato per un soffio. Complimenti, sei appena diventato un sopravvissuto. Certo che, morire a causa di un giornalino sarebbe abbastanza devastante. Non si possono mica sprecare dei fantastici giochi sbagliati così! Altrimenti, che cosa si farebbe durante le ore di matematica? Che voglia c’hai di ascoltare cose che tanto non capirai e che, molto probabilmente, non utilizzerai mai più? È molto più utile imparare a fare i cruciverba crittografati (o crittogrammi o come caspita vuoi chiamare il cruciverba con i numerini al posto delle definizioni). In questo modo potremmo evitare di scriverle ogni volta e, magari, aggiungere qualcos’altro, che so un calcolo crittografato. Però, richiederebbe a sua volta delle istruzioni, perché scommetto che non hai la benché minima idea di cosa sia, perciò non ci starebbe più. Ok, ho creato un circolo vizioso. Forse è meglio se non cambio niente e mi semplifico la vita. Tanto, ci pensa già il latino a complicarla abbastanza, quindi tanto meglio se esiste una cosa come le scale mobili. Vuoi mettere quanto siano utili? Ovviamente, oltre che essere dei luna park per ogni bambino. Quanto tempo della mia infanzia ho passato salendo e scendendo da quelle meraviglie. Dirmi che le avrei trovate era l’unico modo per farmi entrare in un negozio… Che nostalgia… Continua a leggere “Non leggere”

Oltre lo specchio

“La società postmoderna non si divide in proletari e borghesi, né in umili e potenti: le tensioni sociali hanno fatto il loro tempo, e il relativismo esasperato nelle opinioni ha portato a un’uguaglianza che, se non di fatto, almeno nella forma rivendica la propria esistenza […]

La secolarizzazione delle masse ha assuefatto il singolo all’idea che nulla gli è precluso, e che tutto sia concretamente realizzabile con l’unione di volontà e azione. Ciò che inibisce l’uomo non è né la società opprimente e giudicatrice, né i tanto decantati poteri forti. L’uomo, nel nostro tempo, si deve confrontare con qualcosa di impensabile: sé stesso. La lotta è angosciante, perché l’intera società vive nell’illusione che tutto possa essere conosciuto in maniera oggettiva; la scienza ci ha insegnato questo. Poi arriva la nostra ingombrante controparte, facciamo la sua conoscenza nei sogni e, immediatamente, capiamo che ciò che non conosciamo siamo proprio noi stessi. Continua a leggere “Oltre lo specchio”