Primo Voto

f1_0_milano-l-altra-meta-della-repubblica-evento-dedicato-al-primo-voto-alle-donne

Oggi, 17 Aprile, sono andato a votare per la prima volta nella mia vita. La sede della sezione a cui sono stato iscritto si trova in via Savarè 2, nella scuola media Giuseppe Verdi (quella vicina al Leonardo), la scuola media che ho frequentato. Da quando sono andato a vedere il tabellone con l’esito dell’esame di terza media, quattro anni fa, non ho più fatto caso alla vecchia scuola. Ci passo davanti ogni giorno per tornare a casa, eppure non mi sono mai fermato a pensare al tempo trascorso in quell’edificio. Mi è capitato di incontrare i vecchi professori delle medie, salutarli e farci due chiacchiere, come con degli amici che non si vedono da un po’, senza però riflettere sui giorni in cui da dietro alla  cattedra mi insegnavano la storia, la matematica e la letteratura.

Fino a quando sono arrivato davanti alla porta è stato tutto uguale, nessun pensiero particolare, nessuna reazione, ma una volta entrato nell’edificio, sono rimasto spiazzato: le scale sulla destra che portano ai piani superiori, dove si trova la mia vecchia classe, la grande porta che dà sul cortile interno, gli armadi con gli strumenti musicali, tutto è riemerso in uno sguardo e mi ha sopraffatto.

Al piano terra si trovano le classi delle elementari, e il corridoio che porta all’aula in cui devo votare è tappezzato di disegni, lavoretti e piantine di fagioli. Lo stesso corridoio che ho percorso ogni settimana per fare ginnastica, lo stesso in cui ho scherzato con gli amici, ora conduce alla sezione 94, dove mi accolgono dandomi del Lei e spiegandomi la procedura. Una volta uscito dall’aula percorro lentamente il corridoio, vuoto come il giorno degli esami. Prima di uscire dall’edificio, chiedo al personale se sia possibile visitare la scuola; il permesso mi viene negato. Guardo un’ultima volta l’atrio, le scale, il cortile e la segreteria, avidamente, ed esco mentre riaffiorano ricordi.1400595318533.jpg--.jpg

È come se il luogo che mi ha formato dandomi un’istruzione, che mi ha insegnato poesie e mi ha letto la costituzione mi abbia accolto di nuovo, da cittadino, da uomo, da italiano dopo avermi lasciato qualche anno fa da poco più che ragazzino. Come se, dopo avermi dato le basi e i mezzi per pensare e giudicare, mi avesse chiamato a usare gli insegnamenti per decidere del mio paese ed esercitare i miei diritti, per farmi fare, ancora una volta, un’ulteriore esperienza di vita.

Oggi non ho semplicemente disegnato una croce su un foglio, né semplicemente espresso la mia opinione in merito a qualcosa; oggi ho capito l’immensa importanza di ricevere un’istruzione, e l’altrettanto immensa fortuna che ho di vivere in un paese che, malgrado tutto, mi ha offerto la possibilità di riceverla. Oggi, in circostanze eccezionali, sono felice, quasi fiero, di essere italiano.

Pietro Rescigno

Annunci

Un pensiero su “Primo Voto

  1. Pingback: La scuola nel ricordo degli ex alunni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...